I tre stili di amare…

Non c’è peggior insidia che amarsi con monotonia…

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Ricollegandomi ad un post e al libro che sto leggendo vi propongo queste righe…

Per taluni è più facile amare. Non hanno bisogno di impegnarsi molto.E’ come se avessero una fiducia innata nel prossimo. Vedono il loro partner in positivo. In altri il rilevator di negatività è impostato in modo estremamente sensibile. Sono diffidenti per natura. Se non intervengono consapevolmente per arginare i loro pensieri distruttivi, tendono a giudicare subito male il partner. Da che cosa derivano queste differenze? Noi non vediamo il parnter com’è: obiettivamente, senza pregiudizi. Lo vediamo attraverso gli occhiali della nostra esperienza, e quindi del passato. E non vi è forse nulla che influisca sul vostro modo di considerare un legame intimo più dell’esperienza che avete fatto con il vostro primo legame intimo: quello con i genitori. Nel corso dell’educazione che ci è data non impariamo soltanto a camminare e a parlare, ma anche come funziona un rapporto. Nelle migliaia di interazioni che abbiamo da bambini con i nostri genitori impariamo se e fino a che punto possiamo essere affettuosi e fiduciosi, oppure se dovremmo semmai renderci emotivamente più indipendenti. Impariamo su quanta attenzione possiamo contare: nostra madre è sempre a disposizione quando ne abbiamo bisogno? Oppure solo qualche volta? O quasi mai? Come reagisce nostro padre quando ci rivolgiamo a lui? Possiamo mostrarci deboli davanti a lui? Sulla base delle esperienze che facciamo da bambini con i nostri genitori si sviluppa nella nostra testa un modello mentale dell’amore. Questo modello interiore, che si forma nel corso della nostra esistenza, impronta il nostro modo di amare. Ognuno ha ovviamente il proprio, personalissimo stile di amare, che puo’ inoltre cambiare da partner a partner e anche entro un’unione. Ciò nonostante, i ricercatori si sono imbattuti, durante dozzine di indagini, sempre in tre stili di amare relativamente stabili. Quale delle tre seguenti descrizioni corrisponde meglio ai vostri sentimenti?

A) Mi riesce facile avvicinare altre persone. Mi sembra logico dover dipendere da altri e io a mia volta non ho problemi se altri dipendono da me. Non mi preoccupo eccessivamente d’essere abbandonato o del fatto che una relazione possa limitarmi

B) Non sono molto a mio agio quando devo avvicinarmi agli altri. Mi riesce difficile fidarmi completamente di una persona. Non mi va di essere dipendente dagli altri. Trovo anche sgradevole quando qualcuno mi sta troppo alle costole e spesso i miei partner cercano più vicinanza di quella che gradisco.

C) Ho la sensazione che gli altri non mi diano sinceramente tutta la vicinanza che cerco. Mi arrovello spesso sospettando che il mio partner non mi ami veramente, o che mi possa abbandonare. Vorrei tanto essere una cosa sola con la persona che amo ma è un desiderio che a volte intimorisce gli altri.

Psicologi statunitensi, studio delle relazioni, hanno tentato di verificare se questi tre stili di amare dipendano da esperienze infantili, interrogando 600 persone sui rapporti che avevano avuto con i propri genitori. E’ emerso che quelli del primo stile (A) descrivevano i loro genitori prevalentemente in termini positivo, come persone affettuose e premurose. Ricordava l’attenzione dedicata loro dalla madre, e il padre come una persona spiritosa. Descrivevano in termini positivi anche il rapporto fra i loro genitori. Tutt’altra la situazione degli uomini e delle donne con gli altri due modi di amare. Di norma non avevano da dire un gran bene dei loro genitori. Gli schivi che « scansavano » l’amore ricordavano il padre come una persona sleale. In questo modo i ricercatori hanno trovato una prima prova, sia pure indiretta, a sostegno del sospetto che la precoce esperienza con i genitori può improntare il futuro stile di amare.

Alla luce di tutta questa pappardella… cosa ne pensate? e soprattutto qual’è il vostro stile d’amare?

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9 thoughts on “I tre stili di amare…

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  1. credo che il rapporto con i genitori ,e quello tra i genitori, sia una parte fondamentale del nostro modo di vivere i rapporti, di amare in ogni senso, perchè io amo anche le mie amiche ed i miei amici. poi ovviamente influiscono personalità, contesto socio-culturale, esperienze….io nn mi riconosco in nessuna delle 3 categorie, per lomeno non totalmente…io ero una persona ke si fidava di tutt*. e lo faceva senza rimpianti; ho amato sempre al massimo, ma ultimamente, dopo una serie di esperienze, ho la tendenza a diffidare, e soprattutto ho difficoltà a rapportarmi. non accade sempre, però mi rendo conto sempre di più che faccio più fatica di un tempo, e in maniera anche piuttosto inconsapevole…vabbè un delirio!
    baci baci

  2. Decisamente categoria B…

    A mio avviso noi impariamo dai nostri genitori ciò che abbiamo visto fare tra loro,cioè se loro litigavano sempre,probabilmente io con la nostra partener cercherò il confronto molto spesso,non per litigare ma perchè io ho vissuto la coppia in quel modo,poi ci sono ovviamente altri fattori che ci influenzano…
    Un salutone e un augurio a tutte le donne che passano da queste parti…

  3. ci chiedi quale può essere il nostro stile d’amare ma ahimè non riesco a rispondere,,se volessi davvero farcela dovrei citare le mille situazioni diverse che si possono presentare in un rapporto e immaginare come potrei reagire ad esse e agli imprevisti,,,, non riesco a entrare nelle categorie citate ma non posso che concordare sulla teoria che la nostra storia affettiva genitoriale possa incidere e non poco sulle nostre relazioni da adulti….
    un bel post,,ma qui manca lo stile di “illusione”….
    un saluto enorme
    isaac

  4. Non riesco ad identificarmi con nessuna delle tre…un pò la prima…mah….credo che passione ..fiducia…rispetto siano tre componenti su cui vivere un rapporto di coppia….grazie per la riflessione ..un bacio

  5. Penso che un campione costituito da 600 test sia un pò poco visto l’entità e la complessità di paramentri (che nel post non c’è dato conoscere) dell’indagine.
    Ho sempre avuto la percezione che l’amore familiare si al’incipit e il modello per tutti quelli fuuri, parte dei miei studi (psicologia del linguaggio, non o para-verbale) tendevano ad avvalere questa tesi.
    Penso che questi tre incasellamenti siano però riduttivi e banalizzanti. Se invece sono un breve riassunto dell’indagine completa, allora sarebbe interessante leggerla nella sua interezza.
    Infine, quale sceglierei dei tre modelli? Nessuno mi rispecchia, dovessi sceglierne uno, il 2 è quello che si avvicina al mio modo di amare. Però io ho avuto genitori perfetti, impeccabili e magnifici, il cuo confronto sminuisce ogni mio rapporto, perchè il loro è costituito tuttora da un livello di amore ed empatia difficilmente repetibili.

  6. Direi per sommi capi che sono d’accordo con “folata”… Sicuramente il rapporto con – e fra – i genitori è importante e incisivo per l’evoluzione di ogni essere umano… ma anche il contesto sociale, le esperienze ecc. fanno parte di questa evoluzione…
    Non sono molto d’accordo con la teoria dei tre stili d’amare… Spiegare l’amore con teorie mi sembra già una “bestialità” … e poi il modo in cui si ama dipende dal rapporto che si ha con quella persona, dalle esperienze precedenti, dal carattere che si ha ecc. Non mi riconosco in nessuno dei tre stili, non in modo assoluto… forse mi rispecchio un po’ nella categoria C…forse.

    Ma tu… illusione, come ami? (La curiosità è donna…*smile*)
    un saluto

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