Quant’è difficile diventar vecchi…

[Premetto che ho un enorme rispetto per gli anziani e che mai e poi mai potrei far loro del male, a parole ovviamente]

Dopo questa “dovuta” precisazione posso iniziare questo mio post-ribellione nei confronti di quei lavoratori ormai “datati” che vorrebbero tenere il passo dei giovani ma che purtroppo «proprio non ce la fanno» e non per demerito ma solamente perché la lingua non è più comandata dal cervello :). Vi racconto cosa m’è successo oggi pomeriggio, o forse è meglio partire dall’inizio della storia.
Conobbi questo vecchietto due-tre mesi fa, un uomo LUI sull’ottantina, assiduo lavoratore di quelli che non conoscono la domenica e/o le festività, di quelli che lavorano proprio per passione anche se i soldi che hanno guadagnato negli anni basterebbero a farli vivere alle Maldive, o in altre località esotiche, con una persona al loro fianco 24 ore su 24, pronta a far loro qualsiasi cosa pur di vivere agiatamente.
Ecco, questa persona tempo fa mi chiama e mi ordina della merce… facendo sempre la stessa sceneggiata (se mi tratti bene, visto che devo acquistarne degli altri, ordinerò sempre da te ecc. ecc.). Gli viene consegnata e va tutto bene, prezzo precedentemente concordato, merce come da accordi tranne un capo arrivato con problemi ma segnalato subito ai fornitori francesi. Da li a poco… Ripasso… E vedo che ha ordinato merce da altri. Non m’arrabbio perché io, é vero, sono l’ultimo arrivato ma ammetto che un pò preso per i fondelli mi ci sento. Fa nulla… Arriviamo al punto. Sabato scorso mi chiama e mi dice che un capo è morto e che ha chiamato il veterinario per smaltirlo e che non è il capo arrivato 35 giorni fa con problemi (per la cronaca questo è ancora vivo) bensì un altro. Gli spiego che gli infarti ci possono essere e possono accadere anche a noi umani e soprattutto gli ricordo che possono prenderti d’improvviso, senza preavviso alcuno. Lui fa finta di niente e così passano i giorni. Oggi mi richiama incazzato come una iena e mi tiene al telefono per 30 minuti spiegandomi che sono tenuto a rimborsarlo, che non ci si comporta così, che il mediatore dovrebbe parteggiare per il cliente italiano ecc. Tento di calmarlo dicendogli che gli verranno scalati un paio di capi al prossimo riordino ma niente… Comincia ad insultarmi dicendo che sono disonesto e che non si fa così, che gli altri fornitori gli danno garanzie assurde, anche fino ai sei mesi dopo l’arrivo in Italia. Insomma… Cazzate enormi! Avreste dovuto sentire con che tenacia e maleducazione m’ha parlato. Io sono rimasto tranquillo finché ho potuto e poi ho tagliato corto e ho riattaccato. Il quesito che oggi mi pongo è: perché un ottantenne strapieno di soldi deve romper così tanto le balle e non far lavorare in santa pace nemmeno il figlio 40enne? Quest’ultimo costretto a subire ogni santo giorno le decisioni errate del padre, decisioni che andavano bene forse 50 60 anni fa. Io sono dell’idea che ci sia un tempo per tutto e per tutti… Passato quel tempo il vecchio deve lasciar passare il giovane, spiegandogli piano piano i segreti del mestiere, e ritirarsi a miglior vita senza sfracellare “i maroni” alla gente che, come me, vuole fare del bene, essere accomodante e cercare di costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia. O sbaglio!!???

_iLLuSi0n_

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3 thoughts on “Quant’è difficile diventar vecchi…

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  1. povere mucche…. ( anche se poi le mangio)
    grazie per la precisazione 🙂

    sul vecchio la mia opinione è che non è tanto una questione generazionale ( anche se certa passione sul lavoro la hanno solo certi anziani) quanto proprio di caratteraccio… io trovo gente arrogante di tutte le età…

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